Una reintroduzione riuscita

Il gipeto Gypaetus barbatus o Avvoltoio degli agnelli come veniva chiamato questo meraviglioso rapace, perchè si credeva cacciasse i piccoli delle pecore.I cacciatori e i pastori vedevano che portava pezzi di pelle e lana delle pecore nel nido.Ma il motivo di questo è che il nido viene costruito a quote elevate (anche a 3000 metri) e la deposizione delle uova avviene a fine gennaio primi di febbraio.Il gipeto si nutre prevalentemente di ossa anche di 30 cm,che deglutisce interi non avendo il gozzo e quando sono troppo grandi li porta in volo lasciandoli cadere su dei massi detti incudini.Il gipeto è uno dei più grandi rapaci presenti sulle Alpi dove era scomparso nei primi anni del 1900.Famosa la foto che nel 1913 ritraeva l’ultimo gipeto ucciso in valle d’Aosta dai cacciatori. Nei primi anni ottanta iniziò la reintroduzione da parte di una fondazione sovvenzionata in gran parte dal principe di Monaco.Attualmente vi sono 250 coppie nidificanti sulle Alpi e Pirenei.

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