Il Castello Sec. XIV – XV


Autore: Marco Mosole

 

Sulle rovine di un piccolo castello coinvolto nelle vicende sanguinose del 1312 nella guerra tra guelfi e ghibellini venne riedificata dalla famiglia Ponte una fortezza. Nonostante, il castello, sia stato letteralmente raso al suolo, la ricostruzione è stata talmente accurata che il castello si presenta pieno di fascino e di interesse storico, artistico ed architettonico. Emergente fu la figura di Pietrino de Ponte, Gran Maestro dell’ordine gerosolimitano.

Poche, ma sicure tracce di questo periodo sono ancora rimaste nelle strutture dell'attuale castello: il fossato, ormai quasi scomparso, le finestrelle a strombatura pronunciata, un alto e spazioso ambiente a livello dello sperone esterno e della base della torre, che fa pensare al corpo di guardia; all'ampia volta a tutto sesto sono infissi i ganci a forma di ancora ai quali si appendevano le lampade.

L'edificio attuale denuncia le trasformazioni ed aggiunte successive nel corso dei secoli : gli interventi del Seicento e del Settecento, attribuiti in gran parte alla famiglia Ponte hanno realizzato una elegante dimora campestre che, come unica memoria di un passato bellicoso, conserva la torre. Di forma romboidale, alta 30 metri, in passato la torre terminava col tetto a tegole spioventi, ma all'inizio del Novecento il pericolo di un crollo consigliò di eliminare il tetto e la torre fu coronata di 10 merli rettangolari.
Nel 1961, in occasione di ulteriori riparazioni, i merli furono trasformati ed assunsero la forma a "coda di rondine".

 


 

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